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domenica 26 marzo 2017

CHAMELAUCIUM, INIZIO DI PRIMAVERA



Wax flower, fiore di cera, è il nome comune di questo bell'arbusto perenne di origine australiana che appartiene alla famiglia delle Myrtaceae.
Nel genere Chamelaucium, il più conosciuto ed utilizzato come arbusto ornamentale da fiore è la specie "uncinatum" cioè "spinoso", nome che deriva dalla morfologia aghiforme delle foglie.

In natura, Chamelaucium uncinatum vive nei boschi e nelle brughiere sabbiose dell'Australia Occidentale in condizioni di scarsa umidità, lo si può trovare anche sui bordi delle strade; nei luoghi di origine viene chiamato Geraldton Wax, nome che deriva dalla specifica zona di provenienza.  

Chamelaucium uncinatum è un bellissimo arbusto profumato dal portamento arrotondato ricco di fusti legnosi dalla colorazione rossastra e fittamente ricoperti da foglie aghiformi verde scuro.


Già a fine Inverno-inizio Primavera, l'arbusto si ricopre di piccoli fiori cerosi a 5 petali dalle delicate nuances pastello che virano dal bianco al rosa intenso (viola-porpora in alcune varietà) e sprigionano una tenue profumazione che attira gli insetti impollinatori.

I sottili ma densi fusti aromatici di Chamelaucium uncinatum formano cespugli di dimensioni che vanno da 15-20 cm a 3 metri a seconda se coltivati in vaso o in piena terra, le fogli lucide sono leggermente carnose e ricche di oli essenziali, se strofinate tra le dita emanano un piacevole aroma tipico delle Myrtaceae.


Nella zona ascellare dei rami o al loro apice si producono ricchi gruppetti di fiori con la zona centrale color porpora simile a piattino o candelina color giallo-verde, molto apprezzati come fiori recisi per la loro lunga durata dopo il taglio.
Il fiore in bocciolo è simile ad una piccola bacca.


Wax flower costituisce un'aggiunta perfetta ad un giardino di tipo mediterraneo o ad un paesaggio xeriscape per l'ottima resistenza alla siccità, adatto in zone di confine come siepe nelle fasce climatiche in cui la temperatura minima non scende troppo al di sotto dello zero.


COLTIVAZIONE

Fior di cera è un arbusto abbastanza rustico e di facile cura, si presta sia alla coltivazione in piena terra che a quella in vaso, consigliata nelle zone in cui gli inverni si presentano rigidi.


TERRENO: preferire un substrato morbido e ben drenato, consigliato il terriccio specifico per agrumi. 
Se necessario, modificare il suolo del giardino con una ricca aggiunta di materiale organico, sabbia e pomici che favoriscono la percolazione.

ESPOSIZIONE: collocare in posizione luminosa e ben soleggiata in ogni stagione, l'arbusto tollera anche ombra leggera.  
Chamelaucium uncinatum non ama l'umidità e le temperature al di sotto di -2°C.

IRRIGAZIONE: se coltivata in piena terra, una volta stabilita, la pianta si accontenta dell'acqua fornita dalle piogge. Sopporta facilmente periodi siccitosi in cui è consigliato fornire irrigazioni supplementari solo quando il terreno è ben asciutto per evitare il marciume radicale.
Nei periodi di estrema siccità Chamelaucium uncinatum può rallentare la produzione di fiori restando comunque un arbusto molto attraente.


POTATURA: a Primavera inoltrata, per incoraggiare la crescita di nuovi germogli, tagliare di 1/3 i rami dopo la fioritura, la potatura è utile anche per riordinare l'assetto della pianta che negli anni tende a crescere verso l'alto e per rimuovere le parti secche.
Il taglio dei rami diffonde nell'aria un gradevole aroma agrumato.

CONCIMAZIONE: non sono necessarie fertilizzazioni frequenti, il terreno di origine di Chamelaucium non è troppo ricco.
Concimare una volta al mese con fertilizzante che contiene macroelementi.

RIPRODUZIONE: la pianta si riproduce per talea

MALATTIE: porre attenzione alle irrigazioni eccessive che potrebbero causare malattie fungine e marciume radicale










martedì 21 marzo 2017

XERISCAPE, RISPARMIARE ACQUA

E' possibile ridurre l'utilizzo di acqua per irrigare il giardino senza comprometterne la bellezza?

Giardino tradizionale

Xeriscaping è un metodo di progettazione del paesaggio che ha lo scopo di consumare la minor quantità di acqua possibile, ridurre lo spreco energetico e la quantità di pesticidi e fertilizzanti utilizzati.
Si tratta di una linea di progettazione eco-sostenibile e a bassa manutenzione in genere utilizzata in zone a clima secco o in cui le risorse idriche sono limitate ma che oggi viene estesa anche da chi vuole evitare lo spreco di acqua, una risorsa costosa e limitata.

Xeriscape è un neologismo coniato nel 1981 da un settore speciale del Dipartimento delle acque di Denver (Colorado) e deriva dall'unione del greco "xeros", secco e dal termine inglese "landscape", paesaggio.

Xeriscape non è solo sassi e cactus.....

Per alcuni, parlando di xeriscaping, è facile immaginare un giardino desertico privo di attrattiva progettato con sassi e cactus, in realtà si tratta di una percezione intelligente di vivere nella natura ottenendo ugualmente un paesaggio interessante, ricco di colori e bellezza in ogni stagione dell'anno.

I principi di xeriscape si possono applicare per raggiungere quasi ogni tipo di stile paesaggistico e possono essere estesi ad alcune parti o a tutta l'area del giardino.

Un interessante giardino xeriscape

I 7 principi fondamentali di xeriscaping mirano a massimizzare l'uso dell'acqua diminuendone le perdite causate da deflusso ed evaporazione e fungono da linee guida sulla pianificazione del giardino, la scelta delle piante, lo sfruttamento delle condizioni climatiche e l'uso efficiente dell'irrigazione.

1) PROGETTAZIONE E DESIGN

Come in ogni progetto, è fondamentale una corretta pianificazione, conoscenza del sito e delle condizioni microclimatiche.
Su carta millimetrata disegnare tutti gli elementi dell'area: abitazione, vialetti, muri, passerelle, marciapiedi, patii ecc e tutte le superfici impermeabili, eventuali piante preesistenti che si intende conservare (comprese quelle dei vicini che ombreggiano la nostra proprietà) ed annotare le misure.

E' possibile progettare anche un piccolo spazio con i principi
di xeriscape

Osservare i contorni naturali e il drenaggio del terreno, l'esposizione solare e le zone di ombra per stabilire più facilmente dove collocare le piante selezionate in base alle diverse esigenze idriche.
Lo studio dei contorni naturali del terreno può rilevare zone ad alta erosione che potrebbero essere trasformate in terrazze (anche di piccole dimensioni) di grande interesse visivo.
Considerare se si desidera destinare parti del progetto ad aree relax, pranzo, gioco o per ospitare gli animali domestici.

2) MIGLIORAMENTO DEL TERRENO

Il suolo ideale per xeriscaping è quello in grado di drenare bene l'acqua e al tempo stesso di mantenere l'umidità.
Terreni troppo argillosi tendono a formare aggregati che rendono il suolo compatto, assorbono e rilasciano l'acqua piovana con difficoltà; al contrario suoli sabbiosi molto porosi permettono un deflusso troppo rapido dell'acqua.

Per migliorare la struttura del terreno e di conseguenza favorire la ritenzione di umidità è utile areare bene il suolo e arricchirlo con materia organica aggiungendo compost; un terreno alcalino può essere migliorato aggiungendo farina di ossa e fosfato.
Se si evidenzia la presenza di roccia al di sotto del terreno, praticare dei fori di scolo per evitare che il ristagno idrico danneggi le radici delle piante.

3) IRRIGAZIONE EFFICIENTE

Un sistema di irrigazione automatica è il modo migliore per risparmiare acqua.

Annaffiare in profondità diminuisce la frequenza di irrigazione con conseguente risparmio idrico.

Irrigazione a goccia

Il sistema di irrigazione a goccia offre la possibilità di fornire ad ogni pianta la quantità di acqua necessaria in prossimità dell'apparato radicale minimizzando le perdite idriche per evaporazione.
L'irrigazione a goccia eroga l'acqua ad un ritmo lento (criterio che favorisce l'assorbimento radicale ed evita la formazione di pozze e l'erosione del terreno).

Impianto dotato di 5 settori

L'impianto di irrigazione dovrebbe essere dotato di più settori da programmare con tempi di irrigazione diversa a seconda delle esigenze idriche e dell'esposizione dei vari gruppi vegetali. Alle aree adibite a prato è bene destinare un settore separato.
Per il risparmio idrico il sistema dovrebbe comprendere un sensore di pioggia e uno di umidità, è inoltre corretto non attivare l'impianto nelle ore più calde della giornata per limitare l'evaporazione.

Irrigare "a mano" comporta spreco di acqua

Utilizzare un tubo per annaffiare a mano è un modo dispendioso e inefficace per irrigare, gli irrigatori oscillanti e quelli che spruzzano verso l'alto o vaporizzano non permettono che l'acqua penetri in profondità incoraggiando così le piante a sviluppare radici superficiali che si asciugheranno rapidamente.

Per ottenere i migliori risultati è bene creare gruppi di piante con le stesse esigenze idriche disponendo a Nord ed Est le specie vegetali con maggior fabbisogno di umidità, a Sud e ad Ovest collocando le piante con maggior resistenza alla siccità o con basso fabbisogno di acqua.


Ricordare che la presenza di alberi contribuisce a ridurre l'evaporazione grazie all'ombreggiamento del terreno e per la funzione di barriera frangivento.

4) SELEZIONE DELLE PIANTE 

Per ridurre al minimo lo spreco di acqua è preferibile in xeriscape l'utilizzo di piante che richiedono un basso quantitativo di acqua supplementare.
Molte piante autoctone o altre specie ben adattate alle condizioni locali, si adattano bene al suolo presente e una volta stabilite non richiedono irrigazioni supplementari.

E' utile raggruppare piante con le stesse esigenze di luce
ed acqua

Le precipitazioni naturali soddisfano il loro fabbisogno idrico siccome queste specie vegetali sono ben adattate al clima e al suolo in cui vivono, inoltre 
l'utilizzo di piante autoctone riduce l'uso di fertilizzanti e pesticidi per una maggior resistenza alle malattie. 
Per un ulteriore risparmio idrico è consigliabile raggruppare piante con gli stessi requisiti di luce ed acqua e collocarle nelle zone del giardino che soddisfano le loro esigenze. 

Le piante xerofite come Sedum non necessitano di molta acqua

Anche in un progetto xeriscaping è possibile creare un giardino di interesse e bellezza in ogni stagione piantando arbusti e piante di altezze diverse, affiancando colori e dimensioni delle foglie contrastanti tra loro o impiantando arbusti arricchiti da bacche colorate. 

Non è necessario rinunciare alle annuali: basta scegliere fioriture naturalmente resistenti a periodi di siccità come Elicriso, Narciso, Lavandula, Santolina, Cistus ecc..

Un criterio attendibile per capire se una pianta si adatta a sopportare periodi siccitosi è osservare alcune caratteristiche di foglie e fusto che le aiutano a risparmiare acqua.

Stachys byzantina, le foglie argentate sono ricoperte da peluria

  • foglie provviste di lanugine o di una fitta peluria come Stachys byzantina
  • foglie grigie o argentate come Salvia o Lavandula
  • Steli sottili e rigidi e foglie piccole come Cytisus (ginestra) e Thymus
  • Foglie coriacee e dure al tatto come Laurus o Pittosporum
  • Foglie aromatiche come Rosmarinus
  • Foglie strette simili ad aghi come Pinus e Juniperus
5) PACCIAMATURA

Nella progettazione di un giardino non dovrebbero esistere aree a terreno "nudo". 
La copertura del terreno, cioè la pacciamatura, mantiene umide e protette le radici delle piante, impedisce l'erosione del suolo, la formazione di croste e la crescita di erbe infestanti.
Lo strame organico per la copertura del suolo può essere costituito da trucioli di corteccia o legno, erbe secca, compost grossolano o aghi di pino e deve essere applicato almeno per 8-10 cm di profondità.
La pacciamatura organica deve essere reintegrata quando si decompone.

Pacciamatura organica

Il pacciame inorganico è costituito da ghiaia, sassi, ciottoli o rocce e deve essere applicato per almeno 5 cm di profondità, può diventare un semplice sentiero di passaggio, un confine decorativo, un'area utile al giardino.

Ricordo di non stendere il pacciame inorganico in prossimità di edifici perché tende a trattenere ed irradiare calore, inoltre colori come il bianco possono abbagliare, il nero assorbe il calore. 
Sono preferibili colorazioni neutre come beige chiaro o grigio.

Pacciame inorganico

La pacciamatura può essere posta direttamente sul suolo o al di sopra di un telo di tessuto non tessuto, evitare teli di plastica che impediscono la penetrazione di acqua ed aria a livello radicale.


6) LIMITARE LE AREE VERDI

Grandi distese di prato richiedono una maggior manutenzione e notevoli quantitativi di acqua per irrigazione rispetto ad altri tipi di soluzioni paesaggistiche.
Non è necessario rinunciare al tappeto erboso, basta selezionare erbe in grado di crescere anche con scarsità idrica (erba Buffalo, Festuca, Zoysia).
Limitare le dimensioni del prato non significa rinunciare all'estetica del giardino.

Si potrebbero sostituire prati assetati con impianti xerici come ad esempio tappeti di Sedum, giardini della pioggia, patii o pacciamature ornamentali.

Un morbido tappeto di Sedum


Per ottimizzare il consumo idrico è consigliabile irrigare il prato tramite un sistema di irrigazione automatica mediante settore separato dalle altre aree da irrigare.
Evitare prati su pendii perché aumenta la difficoltà di manutenzione ed irrigazione, in alternativa utilizzare piante con radici robuste da collocare su terrazzamenti.
Spesso le aree adibite a prato non sono realmente utilizzate per uno scopo come zona gioco per i bambini o per animali, in corso di progettazione meglio valutare la reale necessità di un manto verde.

Pavimentazione con ciottoli

Ricordare che l'uso di ponti o pavimentazioni in sostituzione di grandi tappeti erbosi, oltre a limitare il consumo di acqua, arricchisce ed impreziosisce il giardino.

7) MANUTENZIONE APPROPRIATA

Come in un paesaggio di tipo tradizionale, anche in xeriscape è necessaria una manutenzione che si presenta generalmente inferiore rispetto ad un paesaggio di tipo convenzionale.
La riduzione delle zone adibite a prato ornamentale, l'utilizzo di piante autoctone più resistenti alle malattie e alle condizioni di siccità diminuiscono la necessità di manutenzione del giardino, fertilizzazione ed irrigazione.



Alcuni consigli per risparmiare acqua in giardino.....

  • I prati non dovrebbero essere falciati troppo frequentemente, l'erba tagliata troppo corta si stressa più facilmente e si asciuga rapidamente. 
  • Predisporre una pacciamatura attorno alle piante aiuta a mantenere l'umidità del suolo.
  • Raccogliere l'acqua piovana che altrimenti defluirebbe al di fuori del giardino (si possono costruire piccoli ruscelli "a secco" in cui l'acqua piovana può scorrere in caso di piogge abbondanti)
  • Non eccedere con l'uso di vasi ornamentali, la terra all'interno di contenitori si asciuga rapidamente! Si possono allestire bellissime composizioni con piante xerofite come Sedum, Saponaria, Crassula, Statice, Echinacea ecc..
Le robuste radici di Cotoneaster impediscono l'erosione
di un terreno in pendenza

  • Su pendii e terreni scoscesi preferire piante dall'apparato radicale robusto allo scopo di trattenere l'acqua piovana e l'eccesso di irrigazione. Consiglio Liriope, Nepeta, Pachysandra, Lamium, Edera tra cui inserire qualche pietra o masso ornamentale che aiutano a trattenere il deflusso idrico.
  • Non irrigare nelle ore più calde della giornata o in presenza di vento 

martedì 7 marzo 2017

COLORARE E PROFUMARE GIARDINI E TERRAZZI CON NEMESIA STRUMOSA

Quando ancora stretti nella morsa invernale si immagina la Primavera, è facile pensare a colori tenui o vivaci, magari uniti a profumi delicati che allontanano il grigiore delle giornate.
Per molte persone la Primavera si identifica con la fioritura delle Primule, oggi vorrei invece proporre una valida alternativa: Nemesia strumosa, comunemente chiamata Nemesia.


Nemesia è un'incantevole pianta da fiore perenne (utilizzata maggiormente come annuale), che proviene dalle terre del Sud Africa e dell'Europa meridionale. 
La fioritura di Nemesia nella regione deserta del Namalqualand (Sud Africa) è un evento spettacolare da non perdere: seguendo percorsi circolari con punti panoramici è possibile ammirare un fitto tappeto di oltre 3500 specie di bulbi e piane fiorifere dagli splendidi colori, tra le quali la coloratissima Nemesia.
Si tratta di uno splendido itinerario chiamato "Flower route" che attira moltissimi visitatori appassionati di Natura e fotografia, uno scenario sicuramente da non perdere.


Nemesia strumosa rappresenta, nel linguaggio segreto dei fiori, senso della giustizia e del rispetto delle regole nella convivenza civile, infatti il nome Nemesia ricorda Nemesis la dea greca che aveva il compito di mettere giustizia nei delitti irrisolti o impuniti e di distribuire gioia e dolore secondo giustizia.

Strumosa invece è un termine latino che significa "col gozzo" ad indicare una particolare forma a sacco simile ad un gozzo della corolla o dei petali.


Nemesia è un'incantevole e decorativa pianta erbacea da fiore che appartiene alla famiglia delle Scrophulariaceae costituita da un apparato radicale fitto e sottile e da steli quadrangolari eretti sottili molto ramificati.
La pianta raggiunge 20-40 cm di altezza, il portamento è tappezzante e ricadente a formare un piccolo cespuglio.

Dagli steli si dipartono numerose foglie lunghe e dentellate lievemente pubescenti di un colore verde fresco e brillante .


Dalla sommità degli steli centrali e laterali spuntano da Marzo-Aprile sino all'Autunno inoltrato numerosissimi fiori dalla corolla irregolare simili a Bocche di leone, così fitti da oscurare la presenza del fogliame.
I piccoli fiori profumatissimi mostrano una corolla trilobata nella parte superiore e bilobata dall'aspetto stropicciato in quella inferiore.

I colori vivaci dei fiori sono i più disparati: bianchi, azzurri, rossi, arancioni, gialli, viola, lilla, bicolori con gli abbinamenti cromatici più svariati e in contrasto tra loro.
Gli ibridi a disposizione sono tantissimi!


La ricchissima fioritura di Nemesia si adatta ad aiuole fiorite, bordure e vasi, perfetta in cesti appesi in cui la forma ricadente si esalta maggiormente, ottimi gli abbinamenti primaverili con Primule e Viole, tra bulbi di Tulipani o Narcisi riempie gli spazi una volta che questi entrano in fase di riposo.
Nemesia cresce bene anche al di sotto di Hydrangee o tra alti arbusti, da segnalare gli accostamenti estivi con Gerani e Petunie, in vasche o vasi sospesi unita a piccole edere ricadenti.

Si può giocare con le più disparate varietà cromatiche abbinandole a piante dai colori neutri per formare gruppi fioriti di grande impatto e dalla fragranza delicata.


La prolungata fioritura sorprendentemente prolifica e profumata arricchisce patii e balconi, davanzali e fioriere già dall'inizio della Primavera, ideale per cassette e ciotole miste in cui è semplice realizzare splendide composizioni. 

COLTIVAZIONE E CURA DI NEMESIA



TERRENO: Nemesia predilige un substrato morbido e ricco, l'ideale è un terriccio soffice e ben drenato composto da torba bionda (80%), sabbia, ghiaia o argilla espansa in cui gli esemplari dovrebbero essere piantumati a 10-15 cm di distanza tra loro.
Nemesia ama respirare liberamente.

ESPOSIZIONE:  scegliere posizioni assolate o semi ombreggiate in particolar modo dove le estati sono particolarmente calde. Nemesia tollera abbastanza il freddo ma non le temperature molto al di sotto dello zero, è opportuno quindi ripararle in Inverno in serra fredda o trattare la pianta come annuale.
Per garantire una fioritura prolifica e prolungata Nemesia necessita di almeno 5-6 ore di pieno sole al giorno.

IRRIGAZIONE: nel periodo di fioritura garantire irrigazioni regolari evitando il ristagno idrico, il terreno deve rimanere costantemente umido, nei mesi estivi le piante collocate in contenitori necessitano di irrigazioni quotidiane.
Una pacciamatura del terreno, oltre a proteggere l'apparato radicale in Autunno, contribuirà a mantenere un substrato umido anche nei giorni afosi, non è necessaria vaporizzazione su foglie e fiori perché Nemesia non teme l'aria calda.


CONCIMAZIONE: Nemesia consuma molta nutrizione, consiglio di mescolare il terriccio che la ospiterà con concime granulare a lenta cessione e somministrare ogni 8-10 giorni circa durante l'irrigazione, un fertilizzante liquido per piante fiorite ricco di microelementi. 
In Autunno diradare la concimazione (fertilizzante liquido ogni 15 giorni) fino alla sospensione.

POTATURA: durante il periodo vegetativo ripulire la chioma da rami, foglie e fiori secchi per favorire la formazione di nuovi getti fioriferi, sollevare con delicatezza gli steli ricadenti per ripulire anche le parti sottostanti.
Accorciare i rametti indeboliti e ingialliti o che appaiono "filati" per ottenere una forma più compatta.

MOLTIPLICAZIONE: a Marzo seminare Nemesia in semenzaio e collocare le piantine all'esterno solo quando il pericolo di gelate tardive è scongiurato.
La coltivazione in vaso richiede contenitori profondi almeno 20 cm di media grandezza in cui consiglio di collocare almeno tre esemplari per esaltare al massimo la bellezza di Nemesia.

PROBLEMI: Nemesia è una pianta di facile coltivazione, robusta e poco sensibile a parassiti e malattie. Talora può essere colpita da afidi, è quindi utile controllare periodicamente il fogliame per intervenire tempestivamente con gli appositi prodotti.
Scarse fioriture sono indice di carenza di esposizione alla luce solare, steli con foglie secche segnalano scarse irrigazioni (rimuovere i rami, concimare ed irrigare), rami afflosciati evidenziano eccesso di acqua (lasciare asciugare il terreno prima dell'irrigazione successiva).


Uno degli ibridi più amati per le migliori caratteristiche di fioritura, bellezza e resistenza è Sunsatia, particolarmente generosa e durevole nella varietà Proven Winner a cui è stata assegnata la medaglia d'argento al "Chelsea Flower show" dalla Royal Horticultural Society.

martedì 21 febbraio 2017

GELSEMIUM SEMPERVIRENS: UN PROFUMO CHE "PARALIZZA"

Non è semplice definire con un aggettivo l'aroma che i fiori di Gelsemium sempervirens sprigionano: per alcuni è inebriante, prepotente, sensuale, per altri è addirittura narcotizzante....

Sta di fatto che nel momento in cui l'Inverno lascia il posto alla Primavera il profumo delle deliziose fioriture di Gelsemium sempervirens riempie l'aria preannunciando l'esplosione della nuova stagione primaverile.


Nonostante l'appellativo "Gelsemium" l'arbusto non appartiene alla famiglia del Gelsomino (Oleaceae) ma al gruppo dei "falsi gelsomini" come ad esempio Trachelospermum jasminoides, il nome del genere infatti deriva dalla forma imbutiforme del fiore simile a quella dei gelsomini ed al portamento analogo.


Gelsemium sempervirens, chiamato anche "Gelsomino della Carolina" (di cui è il fiore ufficiale) è una Loganiaceaun rampicante poco noto in Italia che allo stato naturale vive ai margini di paludi e zone boschive dell'America sudorientale in cui è molto popolare e coltivato per la sua bellezza e rusticità.


Tutte le parti di questa pianta (rizoma e radice lo sono in particolar modo) se ingerite sono altamente tossiche per la presenza di alcaloidi indolici simili alla stricnina come sempervirina, gelsemina e gelsemicina.
Per evitare allarmismo vorrei ricordare che numerose piante che ospitiamo nei nostri giardini e all'interno delle abitazioni sono potenzialmente tossiche!

Gelsemium sempervirens è molto conosciuto e utilizzato a livello omeopatico per le sue proprietà equilibranti a carico del sistema nervoso, efficace in caso di paura o eccitazione eccessiva.
Da sottolineare anche l'effetto antiinfiammatorio nella malattie da raffreddamento e antidolorifico in caso di dolori muscolari e nevralgie.



Gelsomino giallo della Carolina è un arbusto rampicante perenne sempreverde (sempervirens) a crescita rapida, nelle zone autoctone a clima mite raggiunge in poco tempo fino a 5 metri di lunghezza arrotolandosi in senso antiorario su qualunque supporto verticale: pali e fili della luce, tronchi d'albero tra i cui rami sale e scende saltando da un ramo all'altro come una splendida cascata dorata.

Il rizoma è rigido e nodulare e corre per metri orizzontalmente al di sotto del terreno, i fusti sono vitigni sottili e contorti e in Estate assumono consistenza lignea.
Le foglie lanceolate sono opposte, il colore è un brillante verde chiaro che a volte in Autunno assume una sfumatura violacea.


I fiori a 5 petali imbutiformi e profumatissimi crescono in gruppi di 2-5 elementi ed appaiono sui rami nuovi dall'inizio della Primavera fino al tardo Autunno.
La gradazione giallo dorato dei boccioli illumina il giardino, il colore intenso si accende ulteriormente al dischiudersi del fiore con una sfumatura centrale arancio .
La prepotente fragranza è quasi insopportabile.

I frutti sono simili a quelli dell'oleandro e contengono numerosi semi alati che si spargono nell'ara grazie al vento.

Gelsemium sempervirens predilige terreni umidi ma ben drenati collocati in pieno sole e in zone riparate dal vento.
Anche la mezz'ombra è ben tollerata.
Il suolo deve essere moderatamente ricco di humus, la pianta sopporta bene il freddo e può essere coltivata in piena terra anche in zone in cui la temperatura scende fino a -15°C.


La fine di Febbraio è il momento giusto per creare un nuovo impianto di Gelsemium sempervirens. Coltivare Gelsomino giallo della Carolina allo stesso modo di un falso gelsomino: lievi potature dei vitigni dopo la fioritura primaverile per favorire nuovi getti, irrigazioni costanti, fertilizzazioni dalla ripresa vegetativa per tutto il periodo di fioritura.

Gelsemium sempervirens si arrampica su graticci, pergolati, muri, steccati, cancelli e tetti; i lunghi vitigni scalano i rami degli alberi ancora spogli  e spiccano su di essi con le fioriture brillanti.
Ottimo anche come copertura del terreno su cui corre e si estende velocemente.

sabato 11 febbraio 2017

POTARE LE ORTENSIE

Le ortensie proliferano in zone ombreggiate 

Le Ortensie sono bellissime piante che appartengono al genere Hydrangea che comprende circa 80 specie di tipo sia arbustivo che rampicante.
Nel giardino in cui sono ospitate le Ortensie si respira un'atmosfera romantica un po' vecchio stile, si ammirano affascinanti fioriture che per restare vigorose e fiorifere necessitano di una potatura corretta.

Hydrangea macrophylla,
il colore dei fiori dipende dal ph del terreno

Attenzione all'impulso di eccedere con le cesoie, spesso spinti ad esagerare, si compiono tagli drastici che nelle Hydrangee provocano importanti perdite di fioriture.
Anche rinunciare alla potatura non è utile, nel tempo la pianta perderà forma e grazia, si espanderà in maniera disordinata e produrrà fiori più piccoli.

Ortensia a Febbraio

Tra Febbraio e Marzo, al termine della stagione invernale, alla comparsa delle prime gemme, è utile eseguire una corretta potatura seguendo pochi e semplici criteri che variano a seconda della specie.

E' molto importante conoscere il genere a cui appartene l'esemplare che necessita di potatura al fine di procedere nel modo giusto!

HYDRANGEA MACROPYLLA E SERRATA

Macrophylla, infiorescenza mopheads

Si tratta dell'Ortensia più comunemente coltivata nei nostri giardini, Mopheads (foglie dentate, infiorescenza a palla rosa, blu o bianca a seconda del terreno) e Lacecap (corimbi emisferici con fiori fertili al centro circondati da una corona di fiori fertili).

Hydrangea serrata, infiorescenza lacecap


Fiorisce da metà Estate sul legno della stagione precedente, cioè sui getti vecchi.
Nella primavera del primo anno, le piante giovani richiedono solo una potatura di miglioramento estetico, con l'eliminazione dei rami sottili, danneggiati o malati e dei vecchi corimbi.

Tagliare al di sotto della seconda coppia di gemme

Il taglio va effettuato sopra la seconda coppia di ultime gemme che sono quelle che porteranno i fiori nella stagione successiva.
Sulle piante di 4-5 anni di età, rimuovere ogni anno parte del legno vecchio per circa un terzo (15- 20 cm da terra) al fine di rinvigorire la pianta e favorire la penetrazione di luce ed aria all'interno del cespuglio.

Esemplare con più di 5 anni: è necessaria una
potatura per arieggiare l'arbusto

Nelle piante vecchie meglio rimuovere i rami datati riconoscibili  dalla corteccia squamosa e scura rimuovendoli alla base.
Al termine di un Inverno particolarmente freddo, i rami potrebbero essere congelati, la pianta non è comunque morta, basta tagliarla a livello del terreno per ottenere la ricrescita in Primavera e la fioritura nell'anno successivo.
I
Hydrangea serrata

HYDRANGEA PANICULATA E ARBORESCENS

Aiuola di H. arborescens

Questo gruppo di Ortensie fiorisce da metà Estate sui rami formati nello stesso anno, la potatura potrà essere più drastica.
Nel primo anno lasciare solo 2-3 fusti vigorosi recidendoli in prossimità di una coppia di gemme robuste a circa 45 cm da terra.
Negli anni successivi tagliare la vegetazione dell'anno precedente lasciando solo 1-2 paia d gemme vigorose.
Se invece si desidera far crescere l'arbusto in altezza, è sufficiente eliminare solo quei rami che crescono verso l'interno della pianta, le biforcazioni e le infiorescenze secche.

HYDRANGEA PETIOLARIS E SEEMANNII

Hydrangea petiolaris, ortensia rampicante molto rustica

Si tratta di Ortensie originarie del Giappone a portamento rampicante e non necessitano di potature importanti.
Lasciare che la crescita avvenga in modo libero fino a ricoprire la porzione di muro, grigliato o cancello che si desidera, in seguito è sufficiente una potatura contenitiva eliminando i rami secchi o danneggiati e le porzioni che hanno fiorito l'anno precedente lasciando 2-3 gemme.


 HYDRANGEA QUERCIFOLIA, ASPERA 

H. quercifolia, in Autunno
 le foglie assumono un colore rossastro

E' sufficiente una potatura di riordino e contenimento.


In piante con più di 5 anni di vita consiglio di abbassare per circa 2 terzi i rami che hanno fiorito la stagione passata ed eliminare alla base quelli più vecchi.
Per distinguere le gemme fiorifere da quelle che produrranno solo fogliame ricordare che le prime appaiono maggiormente globose rispetto alle altre con un aspetto più appuntito.

Cesoie a cricchetto

Assicurarsi di eseguire le potature con forbici idonee in grado di garantire tagli netti senza strappi o schiacciature, robuste e maneggevoli, disinfettate prima di ogni potatura.
Per la potatura delle Ortensie consiglio l'uso di forbici a cricchetto.

Una bellissima bordura di H. macrophilla
all'ombra di un boschetto di bambù