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domenica 15 gennaio 2017

GIARDINO IN INVERNO: CONTROLLARE L'IMPIANTO DI IRRIGAZIONE

Arrivano le gelate ed ecco che corriamo a riparare quelle piante più sensibili al freddo o a proteggere le radici dormienti con la speranza di salvarle dal lungo letargo invernale.

E l'impianto di irrigazione?
Quando le piogge del periodo autunnale sono sufficienti a soddisfare le esigenze idriche della vegetazione e del prato, occorre rivalutare la programmazione dell'irrigazione automatica fino allo spegnimento totale dell'impianto.

Per evitare danni causati dal gelo basta attenersi a piccoli accorgimenti capaci di salvaguardare tutte le componenti dell'impianto.

Centralina a batteria da terrazzo

CENTRALINA: se dotata di batterie, ne consiglio la rimozione per evitarne l'ossidazione. I programmatori con elettrovalvola incorporata direttamente collegati ad un rubinetto dell'acqua devono essere rimossi e riposti in un luogo riparato dal gelo.

Pozzetto con elettrovalvole

POZZETTI CON ELETTROVALVOLE: chiudere l'alimentazione idrica a monte e aprire manualmente le elettrovalvole allo scopo di eliminare l'acqua in pressione all'interno d valvole e collettore.
Nelle zone in cui sono possibili grandi gelate collocare all'interno del pozzetto materiale isolante come lana di vetro o polistirolo.


POMPE CENTRIFUGHE ESTERNE: togliere l'alimentazione elettrica e per eliminare rapidamente l'acqua in pressione presente nel tubo di mandata, aprire un settore o un eventuale rubinetto in linea. 
Eliminare l'acqua all'interno della pompa tramite l'apposito tappo esagonale posto sotto la bocca di aspirazione.
Per evitare grippaggi della girante dovuti alla lunga pausa invernale, spruzzare un lubrificante spray (tipo Svitol).

Pompe centrifughe sommerse non necessitano di nessun svuotamento, può essere utile un breve avviamento mensile durante la pausa invernale per evitare grippaggi causati da ferro e calcare presenti nell'acqua.

Autoclave

AUTOCLAVE: se l'impianto è provvisto di un vaso di espansione (autoclave), chiudere l'alimentazione idrica, vuotare l'acqua residua tramite apposito rubinetto di scarico se presente, in alternativa aprire un settore o rubinetti in linea.

Filtro

FILTRI: chiudere l'alimentazione idrica e aprire il filtro per eliminare l'acqua ed eventualmente pulire gli elementi filtranti.

Collettori

COLLETTORI O TUBATURE METALLICHE ESTERNE: rubinetti o parti di tubature soggette ad eventuali gelate devono essere vuotate.

lunedì 9 gennaio 2017

GIARDINI DI PICCOLE DIMENSIONI: CORNUS KOUSA, UN ALBERO PREZIOSO

Quando il giardino è di dimensioni ridotte, il timore è quello di doversi privare della matura bellezza di un albero, un'irrinunciabile aggiunta architettonica di prestigio per qualunque giardino.
Un albero è un elemento simbolico che racconta la storia del nostro giardino, una presenza saggia senza tempo. 
Spesso nella progettazione o ristrutturazione di un'area verde amo rispettare gli alberi esistenti e sviluppo le mie idee in funzione e accordo con i patriarchi del giardino.

In un giardino di piccole dimensioni o un terrazzo la scelta dell'albero è determinante, forme e dimensioni devono armonizzare con la geometria dell'insieme, rispettare confini ed fondersi con lo stile che si desidera creare.


Cornus kousa è un arbusto o albero di dimensioni ridotte che racchiude in sé una molteplice bellezza capace di integrarsi in qualunque paesaggio; una splendida aggiunta sia ad un un giardino Zen che dallo stile romantico di sapore provenzale.


Cornus Kousa è un'attrattiva in ogni stagione: a Primavera la ricca e prolungata fioritura addolcisce delicatamente l'aspetto del paesaggio, in Estate la presenza opulenta di frutti commestibili dal rosso acceso riempie la vista, in Autunno la vistosa profusione arancio-violaceo del fogliame infiamma i tiepidi tramonti, la corteccia screziata esfoliante negli alberi maturi rallegra le grigie giornate invernali.

Cornus Kousa arriva dal Giappone, la pianta è presente allo stato naturale anche in Corea e Cina; al termine del XIX secolo è giunta in Europa dove viene ampiamente coltivata per l'alto valore ornamentale.



Corniolo Kousa (Kousa è il nome giapponese del Corniolo), è un piccolo albero fiorito a foglia caduca della famiglia delle Cornaceae o un arbusto multi stelo a crescita lenta dal portamento eretto e chioma arrotondata.

In tarda Primavera questo spettacolare albero fiorito si ricopre di una profusione di brattee bianco crema dalle dimensioni notevoli che regalano alla pianta un aspetto notevole.
Il vero fiore è insignificante: un piccolo aggregato giallo verdastro esaltato da 4 brattee biancastre che circondano il cluster centrale e tendono a colorarsi di rosa fino a creare un'infiorescenza di vistosa bellezza.


Questa fioritura altamente decorativa esalta il paesaggio urbano per il notevole contributo visivo, splendida aggiunta in ogni giardino.

Al fiore seguono appariscenti frutti commestibili color rosso acceso, bacche globose simili a lamponi che attirano gli uccelli.

I frutti sono eduli

Le foglie sono semplici, ovali e dalla forma appuntita, color verde scuro in Estate
con una significativa variazione di tonalità rosso- arancio-violacea molto sgargiante durante l'Autunno.

Cornus Kousa, corteccia

La corteccia in questa pianta è così attraente che dovrebbe sempre essere in vista, negli esemplari maturi l'estesa esfoliazione sviluppa un'intensa luminosità nel grigio del giardino invernale.

PRENDERSI CURA DI CORNUS KOUSA

Cornus kousa predilige terreni ricchi ben drenati di media umidità, neutri o leggermente acidi, meglio evitare suoli poveri di humus.
Ottima è la posizione in pieno sole od ombra leggera, durante le caldi estati mantenere il terreno umido (la pianta è sensibile al caldo-secco eccessivo) .
Anche se Cornus Kousa non teme il gelo, preferire una zona riparata dal vento, proteggere la base del tronco con una pacciamatura quando la pianta è giovane per evitare la crescita di erbacce o danni alla corteccia.

I colori autunnali di Cornus Kousa

Questa deliziosa pianta dalla crescita molto lenta raggiunge al massimo un'altezza di 4-7 metri, può essere coltivata come unico esemplare in un angolo della casa, uno splendido punto focale che con le sue forme arrotondate spezzerà le linee verticali dei muri (un'illuminazione ben progettata potrà sottolineare ed evidenziare strategicamente l'armonia dei rami!).

Le potature sono minime e servono ad eliminare il legno morto al termine della fioritura, nei primi anni è utile lasciar ben sviluppare la ramificazione della pianta ed evitare potature drastiche.
Cornus Kousa è molto resistente alle malattie che solitamente affliggono gli altri cornioli. 

Adatto anche a zone di confini arbustivi, giardini per uccelli, farfalle o zone boschive.

La scelta può estendersi fra diverse varietà, ibridi e cultivar.

"Chinensis" (Corniolo cinese) dalle brattee più grandi, 
"Satomi" e "Stellar pink" con brattee rosa, 

Cornus Kousa "Satomi"

"Gold star" che a Primavera mostra una striscia dorata su ogni foglia ed un contrasto sorprendente con fiori e frutti,

Cornus Kousa "Gold star"

"Wolf eyes" con splendide foglie variegate verdi bordate da margini ondulati color crema simili  allo sguardo attento del lupo. Meraviglioso il contrasto tra foglie e frutti.

"Via Lattea", una cultivar della varietà "chinensis", la cui fioritura è così copiosa da nascondere il fogliame,

"Temple Jewel", una forma variegata molto interessante con foglie che mostrano una marmorizzazione verde, oro e rosa chiaro che si trasforma in verde con l'età.

giovedì 19 maggio 2016

UNA CASCATA DI PERLE: EXOCHORDA RACEMOSA

La Primavera ci regala una cascata di perle del bianco più puro: è la fioritura spettacolare di Exocorda racemosa, una rosacea che giunge dalla Cina per illuminare il nostro giardino.



Exochorda racemosa è un arbusto deciduo privo di particolari attrattive durante l'anno tranne il momento della fioritura in cui la bellezza mozzafiato ripaga l'anonimato in cui vive il restante periodo dell'anno.


Una cascata di perle di un bianco lunare esplode ed illumina il giardino per diventare unica protagonista della scena!


Exochorda racemosa è un cespuglio ornamentale di medie dimensioni appartenente alla stessa famiglia delle rose ma privo di spine nativo di Cina e Giappone.
L'arbusto ha forma compatta e arrotondata, crescita verticale, rami sottili coperti da foglie decidue ovali dal margine seghettato che non muta colore in Autunno prima della caduta invernale.


I bianchi boccioli compaiono precocemente in Primavera e sono simili a perle infilate sugli esili steli che, schiudendosi, danno vita a gruppi di 6-10 fiori non profumati a 5 petali con il centro nero, raccolti in racemi.


Exochorda racemosa necessita di terreno sciolto e ben drenato, sole o ombra leggera, irrigazioni regolari nel periodo di attecchimento (una voltastabilito l'arbusto tollera bene periodi di siccità).
Utilizzare come esemplare isolato per la sua architettura sciolta ed elegante o in siepi miste informali, perfetto anche per delineare zone di confine o in giardini dallo stile romantico.


Elemento essenziale per una fioritura splendida è una potatura corretta da eseguire al termine della stagione di fioritura (i fiori compaiono su legno vecchio)

mercoledì 4 maggio 2016

THELYPTERIS PALUSTRIS, PICCOLA FELCE PER IL LAGHETTO

Thelypteris palustris (chiamata anche Dryopteris Thelypteris) è una graziosa felce palustre dall'aspetto delicato ed elegante, adatta alle zone marginali di un laghetto.
E' una delle poche felci che resiste al sole, con i suoi toni brillanti tappezza gradevolmente le sponde di un giardino acquatico.


L'habitat naturale di questa felce comprende tutte le zone umide della fascia temperata del continente euroasiatico e americano, si colloca su terreni sabbiosi e umidi di torbiere, sponde di fossati e stagni, paludi e acquitrini.
Il nome Thelypteris deriva dal greco "thély" femmina e "ptéris" felce; palustris indica l'ambiente in cui vive.


Ama vivere nel terreno leggermente acido ed umido anche sommersa da qualche centimetro d'acqua, con una crescita abbastanza lenta forma ampi cespi di fogliame lievemente ricadenti che raggiungono un'altezza di circa 60 centimetri.


Thelypteris palustris si sviluppa da un lungo rizoma strisciante sotterraneo dal quale si diramano fronde dall'aspetto gracile i colore verde che vira al giallo .
Le foglie appaiono pennate con una nervatura centrale violacea verso la base.


Questa piccola felce dà il meglio di sé in condizioni di umidità, in ombra leggera in un suolo leggermente acido (si adatta comunque ad ogni tipo di terreno).
Durante i mesi invernali perde il fogliame mentre il rizoma sopravvive anche all'interno del ghiaccio.


Thelypteris palustris è un ornamento grazioso per abbellire un giardino roccioso, magari nei pressi di un ruscello o di giochi d'acqua, se collocata sulle sponde di un laghetto regala un tocco di rusticità.

domenica 1 maggio 2016

BAUERA RUBIOIDES, LA ROSA CANINA DI FIUME

Se siete alla ricerca di un arbusto da collocare sulle sponde del laghetto o di uno stagno naturale e ancora nulla vi ha ispirato, Bauera rubioides solleticherà la fantasia dell'artista botanico che alberga in ognuno di noi.


Bauera rubioides, la Rosa canina di fiume, è un arbusto da fiore perfetto per le zone ombreggiate e sempre umide del giardino, generalmente poco riscaldate dal sole.
Collocata sulle rive di uno specchio d'acqua, la pianta sopporta persino condizioni in cui l'apparato radicale rimane sommerso in profondità dall'acqua stagnante.

L'arbusto cresce comunemente sulle rive ombrose e paludose di fiumi e torrenti dell'Australia orientale dove raggiunge medie dimensioni e durante tutto l'anno, mostra delicati fiori rosa simili a piccole rose canine.


Bauera rende omaggio a Ferninand Bauer, grande artista botanico dell'800 che nel corso del suo incredibile viaggio di circumnavigazione dell'Australia ha disegnato una collezione di più di 1500 opere che ritraggono piante ed animali australiani tramandoci una preziosa testimonianza.

Bauera rubioides è un arbusto perenne da fiore dall'aspetto prostrato con piccole foglie leggermente pelose dal margine seghettato, color verde scuro tendente al bronzo nella nuova crescita e che assumono in Autunno-Inverno  un colore rossastro.


I fiori a sei petali sono sorretti da un pedicello, hanno un aspetto leggermente pendente e punteggiano l'arbusto tutto l'anno con un massimo di fioritura a tarda Primavera-Estate.
La gamma cromatica va dal bianco al rosa acceso.

Bauera rubioides è un arbusto perfetto per sottolineare le sponde ombreggiate e un po' buie di un laghetto, si adatta a climi freddi, temperati e subtropicali, tollera anche una leggera salinità.
Preferisce terreno argilloso e poco ricco molto umido.
Forma fitte macchie contro rocce e muretti purché si trovi a ridosso dell'acqua, può essere utilizzato come impianto di sottobosco al di sotto alberi.


La potatura può rivelarsi utile per eliminare le parti vecchie, arieggiare e permettere la penetrazione della luce all'interno della pianta.

La rosa canina di fiume è una pianta legata all'acqua.
Nella medicina tradizionale cinese, l'elemento acqua si identifica nel corpo umano con il rene a cui si associa l'emozione della paura.
La pianta, sia per il forte legame con l'acqua che per l'aspetto dei fiori leggermente incurvati a ricordare le spalle cadenti di una persona timida e impaurita, è utilizzata in erboristeria come rimedio contro paura e timidezza.


Dog rose è un rimedio floreale ricavato da Bauera rubioides utilizzato per contrastare i disturbi causati da paura e insicurezza e combattere le problematiche legate a disturbi del sonno.
Dog rose ridona sicurezza e fiducia in se stessi con conseguente rinnovato amore per il prossimo, riequilibrio e allontanamento di paure e d ansie infondate.

lunedì 25 aprile 2016

IKEBANA, I FIORI VIVENTI


Mi ha sempre colpito la sobria bellezza di Ikebana, un percorso d'arte raffinato, un cammino pulito ed elevato come solo gli orientali sanno plasmare.
Ikebana non è semplicemente la disposizione di fiori in maniera ricercata, un comporre con arte in modo più o meno complesso, ma è un vero percorso di elevazione spirituale nel puro principio di meditazione Zen.



Ikebana è un'arte creativa orientale con più di 700 anni di vita in cui elementi naturali come fiori, rami, sassi, si mescolano costituendo una forma d'arte che rispecchia i sentimenti e lo stato d'animo di chi compone. 
Ikebana riproduce la magnificenza della natura, gli elementi che lo compongono rispecchiano già nella loro ricerca un atto di presa di coscienza della natura stessa.




Ikebana è una manifestazione d'arte nata più di 7 secoli fa in Oriente che si è poi specializzata ed ha raggiunto la sua massima elevazione in Giappone, principalmente all'interno della religione Buddhista come fonte di offerta agli Dei, poi come forma aristocratica artistica, nobile espressione del fascino della bellezza essenziale.



Anche se nell'arte dell'Ikebana si utilizzano fiori e rami recisi, l'opera ottenuta non è da considerare una "natura morta", il termine Ikebana infatti significa "fiori viventi" (ike= lasciare in vita, bana= fiore).



Ikebana si può considerare un'evoluzione del pensiero Zen mediante la ricerca di uno stile essenziale austero ed elaborato, proprio della religione buddhista.
Inizialmente si trattava di una pratica strettamente legata al simbolismo che esaltava la grandiosità della Natura e ad esclusivo appannaggio dei ceti più elevati, nel tempo le rigide regole tendono ad essere meno austere per permettere al popolo di accostarsi a questa nobile arte.



Gli stili, dapprima molto elaborati e rigidi (come tipologia di materiali e numero di elementi da utilizzare) si sono via via semplificati e personalizzati a seconda delle scuole nell'ottica di un'apertura verso l'Occidente.
Si dedicano angoli intimi e raccolti della casa legati alla cerimonia del tè in cui collocare la composizione da avvicinare con rispetto ed ammirazione.



Gli elementi utilizzati nella composizione Ikebana devono essere tutti reperiti in natura. I fiori, componente principale in questa espressione artistica, devono crescere in modo naturale nel periodo in cui si sta realizzando la composizione.



I principi fondamentali su cui si basa Ikebana tengono conto di linee, ritmi e colore, quest'ultimo fattore non riveste un'importanza maggiore come nel concetto occidentale di composizione floreale, in cui il colore prorompente dei fiori diventa l'elemento che attrae la vista in modo preponderante.

Nella concezione estetica giapponese, la linea di composizione tra stelo foglie e rami ha la stessa valenza dei fiori.



La struttura fondamentale che Ikebana vuole rappresentare è la più pura, semplice ed essenziale, quella del triangolo, figura geometrica che in natura si ripete sempre: una montagna è un triangolo così come un albero, l'uomo stesso si deve collocare al centro del triplice simbolismo cielo-uomo-terra.



Nella struttura di Ikebana l'elemento di maggior importanza è lo stelo (Shin ovvero Paradiso), asse primario di tutta la composizione, esso rappresenta il cielo e verso cui si protende.
Il fattore secondario invece è rappresentato da Soe, l'uomo, un ramo di lunghezza minore che si protende quasi ad inchinarsi verso Shin mentre a chiudere la composizione, collocato alla base o leggermente opposto, troviamo Hikae, la Terra.

I tre elementi principali della creazione Ikebana sono saldamente fissati ad un supporto quasi a formare un unico ramo che viene arricchito da altri componenti come i fiori in un'apparente casualità invece frutto di anni di studio ed esperienza.



STILI diversi caratterizzano la composizione Ikebana.

Il più antico e complesso è lo stile Rikka (cioè "fiori eretti"), si contraddistingue per le grandi dimensioni delle composizioni, un tempo adottato da monaci e nobili, oggi viene raramente utilizzato dai grandi maestri in occasioni speciali come mostre artistiche. 



Con lo stile Chabana ("fiori per il tè"), Ikebana entra nelle case comuni.
Lo stile caratterizzato dalla semplicità più pura segue la filosofia Zen, la composizione può essere costituita da un solo bocciolo e da una foglia.
Viene associato al rito giapponese del tè.


Nagerie o Heika ("gettare dentro"), stile antichissimo e molto raffinato influenzato dallo Zen. E' simbolo di spontaneità e illuminazione, privilegia la forza dell'intuito in una nuova ottica di libertà creativa libera da schemi e regole rigide che soffocano le sensazioni e percezioni più intime e personali.

Shoka o Seika ("fiori viventi") è una forma semplificata dello stile Rikka, alla base di questo stile stanno i tre elementi cielo uomo terra a formare un triangolo scaleno arricchiti da pochi altri ausili.



Moribana ("fiori ammassati") risente dell'influsso occidentale, i fiori ricchi di corolle dalle caratteristiche vistose tipici dell'Occidente, in questo stile vengono disposti in ciotole basse e poco profonde.


Jiyubana ("stile libero") nasce al termine del primo conflitto mondiale, in Giappone periodo di grande rivoluzione culturale che coinvolge anche le arti.
Jiyubana apre un nuovo modo di vedere l'arte Ikebana, i vasi sono di foggia moderna e l'artista può dare libero sfogo alla propria fantasia e creatività.
A questa fase si giunge solo dopo aver imparato gli stili tradizionali e le regole dell'Ikebana al massimo della maturità artistica.



MATERIALE

I materiali per comporre un Ikebana devono essere tutti di natura organica quindi soggetti a un normale declino. Il messaggio trasmesso non è negativo: la caducità delle cose terrene deve insegnarci a goderne appieno siccome tutto nella vita è transitorio.



Contrariamente a quanto si possa pensare, i fiori nell'arte Ikebana non costituiscono l'elemento principale.
Rami, muschi, sassi, frutti, funghi, radici, foglie possono far parte di una composizione, la scelta è personale e ampia.
Occorrono poi cesoie, forbici di varie dimensioni e il famoso kenzan, un basamento circolare di piombo che permette ai gambi dei fiori di rimanere in posizione.
Il kenzan, normalmente di materiale metallico, è dotato di piccole punte che fuoriescono dalla base su cui vengono infilzati i gambi e una volta inserito nel vaso, dà stabilità all'intera composizione. La sua presenza dovrà essere mascherata con foglie o altro materiale organico.
Il kenzan è di facile reperibilità ma può anche essere costruito in casa.


Kenzan

I contenitori che ospiteranno Ikebana rivestono un'importanza notevole e sono parte della composizione stessa.
La forma e i materiali sono le più svariate, in genere si associano alla stagione in cui viene realizzata l'opera d'arte.
Al di sotto del contenitore, soprattutto in Oriente, si utilizza a protezione un particolare sottovaso di ceramica smaltata chiamato suiban.


Suiban di forma circolare

I FIORI PER IKEBANA

Non esiste una specifica tipologia di fiore nell'arte Ikebana, ogni fiore, anche di campo, può essere utile per esprimere una sensazione o fissare un momento perfetto.
Nelle composizioni possiamo trovare tulipani o peonie, calle o gerbere, crisantemi o garofani...


Una rilassante passeggiata al mattino all'interno del nostro giardino ci potrà ispirare sulla scelta dei fiori che, una volta recisi, dovranno subire un ulteriore taglio obliquo nel pomeriggio dopo essere stati immersi in acqua fredda (il taglio del gambo all'interno dell'acqua impedisce l'ingresso di aria aumentando così la conservazione del fiore).


ACQUA E IKEBANA

Nell'equilibrio di un'opera Ikebana, l'acqua è un fattore indispensabile non solo per il mantenimento dei fiori, ma anche un mezzo di grande valore simbolico per colmare gli spazi vuoti la cui importanza è pari a quelli pieni.
L'acqua deve rimanere ben visibile, uno specchio in cui l'anima si riflette e i materiali della composizione possono flottare.


LE SCUOLE

Accostarsi all'arte Ikebana comporta studio accurato, dedizione ed esercizio.
Anche se la composizione riflette spontaneità e rivelazione del proprio stato d'animo è utile frequentare una delle numerose scuole o seminari presenti anche in Italia dove vengono spiegate le regole e i passi fondamentali dell'arte Ikebana.
Le composizioni che ho fotografato sono della scuola Sogetsu.