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martedì 21 febbraio 2017

GELSEMIUM SEMPERVIRENS: UN PROFUMO CHE "PARALIZZA"

Non è semplice definire con un aggettivo l'aroma che i fiori di Gelsemium sempervirens sprigionano: per alcuni è inebriante, prepotente, sensuale, per altri è addirittura narcotizzante....

Sta di fatto che nel momento in cui l'Inverno lascia il posto alla Primavera il profumo delle deliziose fioriture di Gelsemium sempervirens riempie l'aria preannunciando l'esplosione della nuova stagione primaverile.


Nonostante l'appellativo "Gelsemium" l'arbusto non appartiene alla famiglia del Gelsomino (Oleaceae) ma al gruppo dei "falsi gelsomini" come ad esempio Trachelospermum jasminoides, il nome del genere infatti deriva dalla forma imbutiforme del fiore simile a quella dei gelsomini ed al portamento analogo.


Gelsemium sempervirens, chiamato anche "Gelsomino della Carolina" (di cui è il fiore ufficiale) è una Loganiaceaun rampicante poco noto in Italia che allo stato naturale vive ai margini di paludi e zone boschive dell'America sudorientale in cui è molto popolare e coltivato per la sua bellezza e rusticità.


Tutte le parti di questa pianta (rizoma e radice lo sono in particolar modo) se ingerite sono altamente tossiche per la presenza di alcaloidi indolici simili alla stricnina come sempervirina, gelsemina e gelsemicina.
Per evitare allarmismo vorrei ricordare che numerose piante che ospitiamo nei nostri giardini e all'interno delle abitazioni sono potenzialmente tossiche!

Gelsemium sempervirens è molto conosciuto e utilizzato a livello omeopatico per le sue proprietà equilibranti a carico del sistema nervoso, efficace in caso di paura o eccitazione eccessiva.
Da sottolineare anche l'effetto antiinfiammatorio nella malattie da raffreddamento e antidolorifico in caso di dolori muscolari e nevralgie.



Gelsomino giallo della Carolina è un arbusto rampicante perenne sempreverde (sempervirens) a crescita rapida, nelle zone autoctone a clima mite raggiunge in poco tempo fino a 5 metri di lunghezza arrotolandosi in senso antiorario su qualunque supporto verticale: pali e fili della luce, tronchi d'albero tra i cui rami sale e scende saltando da un ramo all'altro come una splendida cascata dorata.

Il rizoma è rigido e nodulare e corre per metri orizzontalmente al di sotto del terreno, i fusti sono vitigni sottili e contorti e in Estate assumono consistenza lignea.
Le foglie lanceolate sono opposte, il colore è un brillante verde chiaro che a volte in Autunno assume una sfumatura violacea.


I fiori a 5 petali imbutiformi e profumatissimi crescono in gruppi di 2-5 elementi ed appaiono sui rami nuovi dall'inizio della Primavera fino al tardo Autunno.
La gradazione giallo dorato dei boccioli illumina il giardino, il colore intenso si accende ulteriormente al dischiudersi del fiore con una sfumatura centrale arancio .
La prepotente fragranza è quasi insopportabile.

I frutti sono simili a quelli dell'oleandro e contengono numerosi semi alati che si spargono nell'ara grazie al vento.

Gelsemium sempervirens predilige terreni umidi ma ben drenati collocati in pieno sole e in zone riparate dal vento.
Anche la mezz'ombra è ben tollerata.
Il suolo deve essere moderatamente ricco di humus, la pianta sopporta bene il freddo e può essere coltivata in piena terra anche in zone in cui la temperatura scende fino a -15°C.


La fine di Febbraio è il momento giusto per creare un nuovo impianto di Gelsemium sempervirens. Coltivare Gelsomino giallo della Carolina allo stesso modo di un falso gelsomino: lievi potature dei vitigni dopo la fioritura primaverile per favorire nuovi getti, irrigazioni costanti, fertilizzazioni dalla ripresa vegetativa per tutto il periodo di fioritura.

Gelsemium sempervirens si arrampica su graticci, pergolati, muri, steccati, cancelli e tetti; i lunghi vitigni scalano i rami degli alberi ancora spogli  e spiccano su di essi con le fioriture brillanti.
Ottimo anche come copertura del terreno su cui corre e si estende velocemente.

sabato 11 febbraio 2017

POTARE LE ORTENSIE

Le ortensie proliferano in zone ombreggiate 

Le Ortensie sono bellissime piante che appartengono al genere Hydrangea che comprende circa 80 specie di tipo sia arbustivo che rampicante.
Nel giardino in cui sono ospitate le Ortensie si respira un'atmosfera romantica un po' vecchio stile, si ammirano affascinanti fioriture che per restare vigorose e fiorifere necessitano di una potatura corretta.

Hydrangea macrophylla,
il colore dei fiori dipende dal ph del terreno

Attenzione all'impulso di eccedere con le cesoie, spesso spinti ad esagerare, si compiono tagli drastici che nelle Hydrangee provocano importanti perdite di fioriture.
Anche rinunciare alla potatura non è utile, nel tempo la pianta perderà forma e grazia, si espanderà in maniera disordinata e produrrà fiori più piccoli.

Ortensia a Febbraio

Tra Febbraio e Marzo, al termine della stagione invernale, alla comparsa delle prime gemme, è utile eseguire una corretta potatura seguendo pochi e semplici criteri che variano a seconda della specie.

E' molto importante conoscere il genere a cui appartene l'esemplare che necessita di potatura al fine di procedere nel modo giusto!

HYDRANGEA MACROPYLLA E SERRATA

Macrophylla, infiorescenza mopheads

Si tratta dell'Ortensia più comunemente coltivata nei nostri giardini, Mopheads (foglie dentate, infiorescenza a palla rosa, blu o bianca a seconda del terreno) e Lacecap (corimbi emisferici con fiori fertili al centro circondati da una corona di fiori fertili).

Hydrangea serrata, infiorescenza lacecap


Fiorisce da metà Estate sul legno della stagione precedente, cioè sui getti vecchi.
Nella primavera del primo anno, le piante giovani richiedono solo una potatura di miglioramento estetico, con l'eliminazione dei rami sottili, danneggiati o malati e dei vecchi corimbi.

Tagliare al di sotto della seconda coppia di gemme

Il taglio va effettuato sopra la seconda coppia di ultime gemme che sono quelle che porteranno i fiori nella stagione successiva.
Sulle piante di 4-5 anni di età, rimuovere ogni anno parte del legno vecchio per circa un terzo (15- 20 cm da terra) al fine di rinvigorire la pianta e favorire la penetrazione di luce ed aria all'interno del cespuglio.

Esemplare con più di 5 anni: è necessaria una
potatura per arieggiare l'arbusto

Nelle piante vecchie meglio rimuovere i rami datati riconoscibili  dalla corteccia squamosa e scura rimuovendoli alla base.
Al termine di un Inverno particolarmente freddo, i rami potrebbero essere congelati, la pianta non è comunque morta, basta tagliarla a livello del terreno per ottenere la ricrescita in Primavera e la fioritura nell'anno successivo.
I
Hydrangea serrata

HYDRANGEA PANICULATA E ARBORESCENS

Aiuola di H. arborescens

Questo gruppo di Ortensie fiorisce da metà Estate sui rami formati nello stesso anno, la potatura potrà essere più drastica.
Nel primo anno lasciare solo 2-3 fusti vigorosi recidendoli in prossimità di una coppia di gemme robuste a circa 45 cm da terra.
Negli anni successivi tagliare la vegetazione dell'anno precedente lasciando solo 1-2 paia d gemme vigorose.
Se invece si desidera far crescere l'arbusto in altezza, è sufficiente eliminare solo quei rami che crescono verso l'interno della pianta, le biforcazioni e le infiorescenze secche.

HYDRANGEA PETIOLARIS E SEEMANNII

Hydrangea petiolaris, ortensia rampicante molto rustica

Si tratta di Ortensie originarie del Giappone a portamento rampicante e non necessitano di potature importanti.
Lasciare che la crescita avvenga in modo libero fino a ricoprire la porzione di muro, grigliato o cancello che si desidera, in seguito è sufficiente una potatura contenitiva eliminando i rami secchi o danneggiati e le porzioni che hanno fiorito l'anno precedente lasciando 2-3 gemme.


 HYDRANGEA QUERCIFOLIA, ASPERA 

H. quercifolia, in Autunno
 le foglie assumono un colore rossastro

E' sufficiente una potatura di riordino e contenimento.


In piante con più di 5 anni di vita consiglio di abbassare per circa 2 terzi i rami che hanno fiorito la stagione passata ed eliminare alla base quelli più vecchi.
Per distinguere le gemme fiorifere da quelle che produrranno solo fogliame ricordare che le prime appaiono maggiormente globose rispetto alle altre con un aspetto più appuntito.

Cesoie a cricchetto

Assicurarsi di eseguire le potature con forbici idonee in grado di garantire tagli netti senza strappi o schiacciature, robuste e maneggevoli, disinfettate prima di ogni potatura.
Per la potatura delle Ortensie consiglio l'uso di forbici a cricchetto.

Una bellissima bordura di H. macrophilla
all'ombra di un boschetto di bambù

lunedì 6 febbraio 2017

ALSTROEMERIA, IL GIGLIO DEGLI INCAS

Quando il rischio delle gelate diverrà un ricordo, sarà giunto il momento per interrare all'aperto la vistosa Alstroemeria, detta anche Giglio degli Incas.
Per ora non mi resta che andare alla ricerca dei bulbi o dei rizomi tuberosi che ne costituiscono l'apparato radicale.



Coltivare Alstroemeria dona quell'insolito tocco esotico che tanto vorremmo ammirare nella nostra terrazza o in giardino, una pregevole aggiunta dall'impatto visivo spettacolare, una profusione generosa di fiori adatta anche in piccoli giardini in cui lo spazio è sempre carente.

I fiori, simili a piccoli gigli, mostrano colori sgargianti quasi sfacciati, spesso punteggiati da strisce, macchie o lentiggini che brillano nei raggi perpendicolari nei pomeriggi pieni di sole e illuminano il giardino primaverile fino al tardo Autunno.


Fino a poco tempo fa la coltivazione di Alstroemeria è stata praticata per ottenere fiori da recidere, negli ultimi anni la pianta è entrata prepotentemente anche nei nostri giardini, un posto occupato con onore per la bellezza e la varietà del fiore dalle molteplici tinte.

La favolosa gamma di colori va dal giallo-oro all'arancio, albicocca, rosso porpora o rosato, bianco, crema, viola e lavanda spesso arricchiti da macchie e striatura dal tono contrastante. 
Dalle numerose specie derivano molti ibridi e cultivar dall'abbondante e prolungata fioritura.


Alstroemeria è una pianta erbacea di origini sudamericane a forma di piccolo arbusto, allo stato naturale vive nei prati nelle fredde regioni montuose delle Ande dove viene denominata Giglio del Perù o degli Incas.
Il suo nome onora il barone svedese Claus von Alstroemer, allievo di Linneo, che inviò al suo stimato maestro, i semi raccolti in Spagna alla fine del XVIII secolo.


Alstroemeria è una pianta semi-rustica costituita da un rizoma a corona simile a quello della Dalia, che produce fusti eretti carnosi e sottili non ramificati dalla consistenza rigida, fitti tra loro a formare un denso cespuglio che si innalza per circa 60 cm. 


Le rade foglie allungate si distribuiscono alternate e quasi attorcigliate sul fusto, l'apice è acuminato e spesso la pagina inferiore della foglia è rivolta verso l'alto.
Il lungo fogliame rigido è poco denso, la produzione vegetale si sussegue per tutta la stagione feconda.


Dalla tarda Primavera sino all'Autunno inoltrato, la pianta emette all'apice degli steli numerosi fiori non profumati a forma di imbuto, raggruppati in un numero che va da 3 a 7. 
La copiosa fioritura persiste per settimane e si interrompe solo quando la temperatura esterna supera 22°C, momento in cui Alstroemeria amplifica la produzione radicale a scapito della fioritura (si possono evidenziare steli senza alcuna produzione floreale).

COLTIVARE ALSTROEMERIA


La coltivazione di Alstroemeria è possibile sia in piena terra che in contenitore, soluzione ottimale in zone in cui gli Inverni sono particolarmente rigidi (la pianta tollera una temperatura di -4, -5°C).
Preferire un suolo ricco di sostanze nutritive e ben drenato da mantenere costantemente umido durante i periodi più caldi.


L'esposizione ideale è in pieno sole o sole leggermente filtrato, soprattutto nelle ore centrali della giornata e al riparo dal vento.
Irrigare regolarmente, la siccità viene ben sopportata.
Giglio peruviano richiede bassa manutenzione: concimare settimanalmente nel periodo di fioritura con fertilizzante liquido per piante fiorite, rimuovere i fiori appassiti e le parti disseccate per favorire la crescita e una fioritura copiosa.


In Autunno ricoprire la base della pianta con una pacciamatura allo scopo di proteggere l'apparato radicale, in climi particolarmente miti Alstroemeria si comporta da sempreverde, nelle fasce climatiche più fredde in Inverno va in riposo vegetativo.
Attenzione alle limacce che possono attaccare il fogliame.


La semina e la proliferazione del tubero a radice nuda non rappresentano sempre un successo, per una coltivazione dai risultati garantiti consiglio l'acquisto di piantine già attecchite da collocare sia in contenitori che in piena terra.

La coltivazione in vaso permette di sfruttare al massimo la bellezza di questo arbusto al prezzo di una manutenzione minima: rinvasare ogni 2-3 anni utilizzando terriccio universale, garantire il drenaggio tramite collocazione di ciottoli sul fondo del contenitore, irrigare non troppo abbondantemente e fertilizzare con concime liquido al fine di garantire tutti i macroelementi necessari alla crescita della pianta.


Alstroemeria costituisce in giardino un ottimo impianto di confine, i colori vivaci spiccano nelle aiuole in cui risultano componenti perenni di grande accento (per un miglior impatto visivo consiglio di interrare almeno 3 elementi, un numero maggiore garantisce un effetto spettacolare!).

I fiori di Alstroemeria sono affascinanti e duraturi, una volta recisi, la loro bellezza persiste per almeno 15 giorni.
In un bouquet sono elementi essenziali e simboleggiano l'amicizia duratura e devozione, le torsioni delle foglie raffigurano le prove da superare nella vita.

La freschezza e la preponderante bellezza dei fiori impreziosiscono un centro tavola e persino un bouquet nuziale in cui rappresentano devozione.


SPECIE E CULTIVAR
Sono molte le varietà di Giglio peruviano, alcune a bassa crescita (12-13 cm), altre a crescita maggiore (fino a 90 cm).
Tra le più coltivate in Italia vorrei segnalare Alstroemeria aurea o aurantica 

domenica 15 gennaio 2017

GIARDINO IN INVERNO: CONTROLLARE L'IMPIANTO DI IRRIGAZIONE

Arrivano le gelate ed ecco che corriamo a riparare quelle piante più sensibili al freddo o a proteggere le radici dormienti con la speranza di salvarle dal lungo letargo invernale.

E l'impianto di irrigazione?
Quando le piogge del periodo autunnale sono sufficienti a soddisfare le esigenze idriche della vegetazione e del prato, occorre rivalutare la programmazione dell'irrigazione automatica fino allo spegnimento totale dell'impianto.

Per evitare danni causati dal gelo basta attenersi a piccoli accorgimenti capaci di salvaguardare tutte le componenti dell'impianto.

Centralina a batteria da terrazzo

CENTRALINA: se dotata di batterie, ne consiglio la rimozione per evitarne l'ossidazione. I programmatori con elettrovalvola incorporata direttamente collegati ad un rubinetto dell'acqua devono essere rimossi e riposti in un luogo riparato dal gelo.

Pozzetto con elettrovalvole

POZZETTI CON ELETTROVALVOLE: chiudere l'alimentazione idrica a monte e aprire manualmente le elettrovalvole allo scopo di eliminare l'acqua in pressione all'interno d valvole e collettore.
Nelle zone in cui sono possibili grandi gelate collocare all'interno del pozzetto materiale isolante come lana di vetro o polistirolo.


POMPE CENTRIFUGHE ESTERNE: togliere l'alimentazione elettrica e per eliminare rapidamente l'acqua in pressione presente nel tubo di mandata, aprire un settore o un eventuale rubinetto in linea. 
Eliminare l'acqua all'interno della pompa tramite l'apposito tappo esagonale posto sotto la bocca di aspirazione.
Per evitare grippaggi della girante dovuti alla lunga pausa invernale, spruzzare un lubrificante spray (tipo Svitol).

Pompe centrifughe sommerse non necessitano di nessun svuotamento, può essere utile un breve avviamento mensile durante la pausa invernale per evitare grippaggi causati da ferro e calcare presenti nell'acqua.

Autoclave

AUTOCLAVE: se l'impianto è provvisto di un vaso di espansione (autoclave), chiudere l'alimentazione idrica, vuotare l'acqua residua tramite apposito rubinetto di scarico se presente, in alternativa aprire un settore o rubinetti in linea.

Filtro

FILTRI: chiudere l'alimentazione idrica e aprire il filtro per eliminare l'acqua ed eventualmente pulire gli elementi filtranti.

Collettori

COLLETTORI O TUBATURE METALLICHE ESTERNE: rubinetti o parti di tubature soggette ad eventuali gelate devono essere vuotate.

lunedì 9 gennaio 2017

GIARDINI DI PICCOLE DIMENSIONI: CORNUS KOUSA, UN ALBERO PREZIOSO

Quando il giardino è di dimensioni ridotte, il timore è quello di doversi privare della matura bellezza di un albero, un'irrinunciabile aggiunta architettonica di prestigio per qualunque giardino.
Un albero è un elemento simbolico che racconta la storia del nostro giardino, una presenza saggia senza tempo. 
Spesso nella progettazione o ristrutturazione di un'area verde amo rispettare gli alberi esistenti e sviluppo le mie idee in funzione e accordo con i patriarchi del giardino.

In un giardino di piccole dimensioni o un terrazzo la scelta dell'albero è determinante, forme e dimensioni devono armonizzare con la geometria dell'insieme, rispettare confini ed fondersi con lo stile che si desidera creare.


Cornus kousa è un arbusto o albero di dimensioni ridotte che racchiude in sé una molteplice bellezza capace di integrarsi in qualunque paesaggio; una splendida aggiunta sia ad un un giardino Zen che dallo stile romantico di sapore provenzale.


Cornus Kousa è un'attrattiva in ogni stagione: a Primavera la ricca e prolungata fioritura addolcisce delicatamente l'aspetto del paesaggio, in Estate la presenza opulenta di frutti commestibili dal rosso acceso riempie la vista, in Autunno la vistosa profusione arancio-violaceo del fogliame infiamma i tiepidi tramonti, la corteccia screziata esfoliante negli alberi maturi rallegra le grigie giornate invernali.

Cornus Kousa arriva dal Giappone, la pianta è presente allo stato naturale anche in Corea e Cina; al termine del XIX secolo è giunta in Europa dove viene ampiamente coltivata per l'alto valore ornamentale.



Corniolo Kousa (Kousa è il nome giapponese del Corniolo), è un piccolo albero fiorito a foglia caduca della famiglia delle Cornaceae o un arbusto multi stelo a crescita lenta dal portamento eretto e chioma arrotondata.

In tarda Primavera questo spettacolare albero fiorito si ricopre di una profusione di brattee bianco crema dalle dimensioni notevoli che regalano alla pianta un aspetto notevole.
Il vero fiore è insignificante: un piccolo aggregato giallo verdastro esaltato da 4 brattee biancastre che circondano il cluster centrale e tendono a colorarsi di rosa fino a creare un'infiorescenza di vistosa bellezza.


Questa fioritura altamente decorativa esalta il paesaggio urbano per il notevole contributo visivo, splendida aggiunta in ogni giardino.

Al fiore seguono appariscenti frutti commestibili color rosso acceso, bacche globose simili a lamponi che attirano gli uccelli.

I frutti sono eduli

Le foglie sono semplici, ovali e dalla forma appuntita, color verde scuro in Estate
con una significativa variazione di tonalità rosso- arancio-violacea molto sgargiante durante l'Autunno.

Cornus Kousa, corteccia

La corteccia in questa pianta è così attraente che dovrebbe sempre essere in vista, negli esemplari maturi l'estesa esfoliazione sviluppa un'intensa luminosità nel grigio del giardino invernale.

PRENDERSI CURA DI CORNUS KOUSA

Cornus kousa predilige terreni ricchi ben drenati di media umidità, neutri o leggermente acidi, meglio evitare suoli poveri di humus.
Ottima è la posizione in pieno sole od ombra leggera, durante le caldi estati mantenere il terreno umido (la pianta è sensibile al caldo-secco eccessivo) .
Anche se Cornus Kousa non teme il gelo, preferire una zona riparata dal vento, proteggere la base del tronco con una pacciamatura quando la pianta è giovane per evitare la crescita di erbacce o danni alla corteccia.

I colori autunnali di Cornus Kousa

Questa deliziosa pianta dalla crescita molto lenta raggiunge al massimo un'altezza di 4-7 metri, può essere coltivata come unico esemplare in un angolo della casa, uno splendido punto focale che con le sue forme arrotondate spezzerà le linee verticali dei muri (un'illuminazione ben progettata potrà sottolineare ed evidenziare strategicamente l'armonia dei rami!).

Le potature sono minime e servono ad eliminare il legno morto al termine della fioritura, nei primi anni è utile lasciar ben sviluppare la ramificazione della pianta ed evitare potature drastiche.
Cornus Kousa è molto resistente alle malattie che solitamente affliggono gli altri cornioli. 

Adatto anche a zone di confini arbustivi, giardini per uccelli, farfalle o zone boschive.

La scelta può estendersi fra diverse varietà, ibridi e cultivar.

"Chinensis" (Corniolo cinese) dalle brattee più grandi, 
"Satomi" e "Stellar pink" con brattee rosa, 

Cornus Kousa "Satomi"

"Gold star" che a Primavera mostra una striscia dorata su ogni foglia ed un contrasto sorprendente con fiori e frutti,

Cornus Kousa "Gold star"

"Wolf eyes" con splendide foglie variegate verdi bordate da margini ondulati color crema simili  allo sguardo attento del lupo. Meraviglioso il contrasto tra foglie e frutti.

"Via Lattea", una cultivar della varietà "chinensis", la cui fioritura è così copiosa da nascondere il fogliame,

"Temple Jewel", una forma variegata molto interessante con foglie che mostrano una marmorizzazione verde, oro e rosa chiaro che si trasforma in verde con l'età.

giovedì 19 maggio 2016

UNA CASCATA DI PERLE: EXOCHORDA RACEMOSA

La Primavera ci regala una cascata di perle del bianco più puro: è la fioritura spettacolare di Exocorda racemosa, una rosacea che giunge dalla Cina per illuminare il nostro giardino.



Exochorda racemosa è un arbusto deciduo privo di particolari attrattive durante l'anno tranne il momento della fioritura in cui la bellezza mozzafiato ripaga l'anonimato in cui vive il restante periodo dell'anno.


Una cascata di perle di un bianco lunare esplode ed illumina il giardino per diventare unica protagonista della scena!


Exochorda racemosa è un cespuglio ornamentale di medie dimensioni appartenente alla stessa famiglia delle rose ma privo di spine nativo di Cina e Giappone.
L'arbusto ha forma compatta e arrotondata, crescita verticale, rami sottili coperti da foglie decidue ovali dal margine seghettato che non muta colore in Autunno prima della caduta invernale.


I bianchi boccioli compaiono precocemente in Primavera e sono simili a perle infilate sugli esili steli che, schiudendosi, danno vita a gruppi di 6-10 fiori non profumati a 5 petali con il centro nero, raccolti in racemi.


Exochorda racemosa necessita di terreno sciolto e ben drenato, sole o ombra leggera, irrigazioni regolari nel periodo di attecchimento (una voltastabilito l'arbusto tollera bene periodi di siccità).
Utilizzare come esemplare isolato per la sua architettura sciolta ed elegante o in siepi miste informali, perfetto anche per delineare zone di confine o in giardini dallo stile romantico.


Elemento essenziale per una fioritura splendida è una potatura corretta da eseguire al termine della stagione di fioritura (i fiori compaiono su legno vecchio)